Endecasillabi comici – Intervista a Maurizio Lastrico (pubblicata su “Il settimanale pavese”)

lastricoPer la rassegna di comici, arriva al Teatro Fraschini di Pavia Maurizio Lastrico (sabato 15 alle ore 21) con “Facciamo che io ero io”. L’attore genovese (cresciuto nella fucina di Zelig) è divenuto celebre per le sue composizioni in endecasillabi in volgare, alla guisa di Dante. Una volta intervistato, ci ha risposto per le rime.

 Nel mezzo del cammin della tua vita, nel palcoscenico hai trovato la dritta via…

Trovatomi in età post-militare/dal babbo mio mi giunse esto latro/”È l’or che muovi chiappe a lavorare”./Essendo scarso a maneggiar l’aratro/e avendo lingua pronta a lo cazzeggio/lo cuor mio navigò verso il teatro./E ivi vi trovò lo giusto ormeggio.

 Ed ora rivisiti la Commedia e reciti in “volgare”…

Lo guizzo di poesia racconta bene/gli impulsi irrazional che muovon l’uomo/sian essi del cervello oppur del pene./Lo mondo appare immerso nel frastuono/ ma a volte la poesia da quel casino/sa cogliere quel “quid” che sembra un suono/giuocando ad inventar come un bambino.

 Quale passo della Commedia ti affascina di più?

Quando Dante, trovatosi in una situazione di pericolo e smarrimento, incontra Virgilio. In quel frangente il poeta fiorentino racconta il nostro bisogno di trovare maestri e appigli in questa vita a volte incomprensibile. Quel passo mi ha talmente toccato che è stato di ispirazione per il mio primo componimento: “Uscito a tarda sera d’in palestra/rincorsi la corriera con premura/quand’ecco che mi chiama un punkabestia./Più di me avea gobba la postura/una birra della LIDL nella mano/e fra denti varie speci di verdura…”.

Oggi si scrive poesia, per la maggior parte, in versi liberi. Tu, al contrario, mostri la realtà in endecasillabi…

Avere uno recinto stretto stretto/può far sentire l’uomo chiuso in gabbia/ma a volte fa drizzare il suo intelletto./Così per raccontare amore o rabbia/la mente va a dosar lo giusto flusso/siccome da clessidra scende sabbia.

 Ma da chi hai imparato ad esser comico?

Le genti che nei bar ho io incontrato/m’han fatto assai più ridere lo giuro/di quei ch’i vidi in tele o a lo teatro./Le genti nostre han sempre un muso scuro/ed usan l’umorismo a mo’ di arma/al fin di contrastar lo viver duro./Ma devo dir che a completar mio karma/Guzzanti e la Gialappa’s han contribuito/ed anco la mia mamma che è di Parma./E in ultimo trovai su un video sito/le gesta di Bill Hicks e Louis C.K./Che in quanto a maestria mi han sbalordito.

 Con cosa ci diletterai al teatro Fraschini?

Nel mezzo dello show sarò alle prese/non solo con la metrica dantesca/al fin di non crear a balle offese./Ma per far sì che il “piatto” buono riesca/lo pubblico è ingrediente principale/siccome è amor di Paolo per Francesca./Farò anco qualcosa di speciale:/lo sketch d’un uomo al primo appuntamento/che fa con lei un contratto commerciale./Sarò quel che son io in ‘esto momento/poiché all’apertura del sipario/principia in me lo vero godimento.

 Per concludere, un saluto “dantesco” ai pavesi che vedranno la tua performace…

“Oh genti di Pavia perla lombarda”…uhm, no troppo leccachiappe…ce l’ho! Un rap! “Yo Yo genti del pavese, donne e bambini,/uomini d’affari, calzolai e marocchini,/lasciate a casa mogli e pensieri di casini,/because… there is Lastrico al Fraschini./Check it out Pavia!”.

 Tommaso Montagna

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